Coronavirus, il canto delle suore sul tetto: preghiera e commozione a Roma

Um momento da condividere insieme al quartiere, in giorni in cui i contatti con gli altri sono per tutti limitati al minimo

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Da quando il Coronavirus ha sbarrato le porte delle scuole di ogni ordine e grado, le Apostole del Sacro Cuore di Gesù si sono improvvisamente trovate orfane dei 350 ragazzi che ogni giorno riempiono le loro aule. E così, questa mattina, sono salite sul tetto di una delle tre palazzine in via Germano Sommeiller, nel quartiere romano dell'Esquilino, per una preghiera collettiva. Un momento da condividere insieme al quartiere, in giorni in cui i contatti con gli altri sono per tutti limitati al minimo.

A oltre un metro di distanza l'una dall'altra, otto suore si sono disposte in modo ordinato, rivolte alle finestre dei palazzi circostanti e, microfono alla mano, hanno recitato l'Angelus e intonato il canto alla Madonna “Immacolata Vergine Bella”. Poco meno di cinque minuti di preghiera che alla fine hanno strappato l'applauso di chi nel frattempo si era affacciato, con la promessa di replicare ogni giorno alle 12. Un'alternativa spirituale ai flashmob delle 18, quando dai balconi si intonano le canzoni italiane.

«Da giorni cercavamo un modo per stare più vicini alle persone ed oggi ne abbiamo trovato uno efficace», spiega suor Arianna Mazzocchetti, una delle 43 religiose (provenienti da Italia, Brasile, Benin, Albania, Argentina e Usa) che vivono nel complesso e che in tempi normali si dividono tra preghiera, insegnamento ai ragazzi e missione pastorale. Ora che le attività sono ridotte per l'emergenza Covid-19, provano disagio perché si sentono privilegiate. «Qua - continua suor Arianna - non ci manca nulla. Ma aiutare le persone è la nostra vocazione ed è frustrante non poterlo fare». Da qui l'idea, promossa dalla Madre superiora Marinês Tusset e dalla madre generale Miriam Cunha Sobrinha, della preghiera sul tetto. Un'iniziativa che il blitz di Papa Francesco di domenica scorsa in via del Corso non ha fatto che incoraggiare.

«In quanto suore - spiegano - abbiamo la fortuna di avere Gesù in casa, ma non per tutti è così». Oltre a condividere sulla pagina facebook dell'Istituto tutte le celebrazioni religiose officiate nella loro cappella di via Sommeiller, stanno pensando di affiancare all'Angelus anche un rosario per le persone anziane, da recitare sempre sul tetto. La maggior parte del loro tempo lo impiegano pregando per le vittime del Coronavirus oltre che «per tutti coloro che mettono a rischio la vita pur di aiutare il prossimo». Il Covid-19 ha colpito anche una comunità a loro vicina, le Apostole sel Sacro Cuore di Gesù di San Paolo, in provincia di Brescia. Due suore sono risultate positive.

Fonte: Il Messaggero.it

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